Cronaca d’un corteo per le idee

Alle diciotto del pomeriggio a Messina il sole scotta ancora. Percorrere a piedi tutto il viale per arrivare al luogo d’assembramento a Piazza Cairoli è già di per sé il giusto sacrificio per la giusta causa. Arrivo al chiosco di Limonata un po’ sudaticcia, ma tanto contenta. Ho visto nel cammino le famiglie, con i bimbi piccoli piccoli, i ragazzi che improvvisano danze e canti, i turisti con occhiali da sole, bermuda e macchina fotografica al collo che comprano le magliette no ponte o le cartoline ricordo, i precari, i lavoratori in bilico, i professionisti stabilizzati, gente in movimento dalla Sicilia e dalla Calabria. Ci sono saluti e sorrisi, sorrisi e saluti.Sì, sono proprio contenta d’essere arrivata in piazza anche se un po’ sudaticcia.
La protesta è della gente. C’è un mare di bandiere rosse, quelle con falce e martello, ma ci sono le bandiere verdi col sole che ride, e anche quelle bianche del Wwf e poi le bandiere blu e rosse della Rete No Ponte, ma anche quelle dei Cobas, quelle dei sindacati, del Pd, delle associazioni, dei circoli e poi gli striscioni, tanti, uno dietro l’altro, in corteo ordinato e tranquillo.
La tv, mi dicono, segnala tremila persone. Ovvero saremo almeno quattromila. Qualche agenzia di stampa tende a sminuire, ma io c’ero. Confermo è stata una bella manifestazione.
Quando il corteo parte (Viale, via S. Cecilia, via C. Battisti, via Garibaldi, Municipio: questo il percorso) subito si compatta e diventa un bel fiume colorato. La gente s’affaccia ai balconi o sulla soglia dei negozi, per un attimo (ma quanto è poco un attimo!) si ferma magari a pensare: “che matti!”, “volevo esserci anch’io”, “sti stronzi!”, “hanno ragione”, “hanno torto”… chissà! Però già avere incuriosito il messinese che normalmente è apatico è un gran successo. Nel bene e nel male.
Poi l’arrivo a Piazza Municipio. Bella la folla in piazza sotto i balconi dell’Amministrazione fantasma di Messina… Bandiere rosse sventolanti e megafoni in mano.
E qui ho un sussulto: è tornato il partito di IO. Lo ricordate? Ve ne avevo parlato un po’ di tempo fa.
Il partito di Io è purtroppo ormai come le ife. Si diffonde a macchia d’olio, s’insinua, s’infratta, s’arrocca.
Perché cacchio chi organizza politicamente una manifestazione bella e meritoria, che dovrebbe riguardare tutti i cittadini (e infatti i cittadini erano in piazza) non deve riconoscere la presenza eterogenea, miscellanea? C’erano tutti al corteo. Anche i partiti dell’opposizione che i megafoni hanno ingiustamente dichiarato assenti. Invece io ero con loro. Mi son fatta due ore di corteo con uno striscione di pannolenci che va bene a gennaio ma che ad agosto m’ha fatto venire l’orticaria alle mani e lo testimonio: c’erano dirigenti, consiglieri, politici, simpatizzanti, iscritti dell’opposizione governativa. Se una colpa hanno avuto è stata quella di non portare la quantità di bandiere rosse che l’organizzazione politica aveva portato di contro. Ma è una colpa? E’ una colpa aver portato e fatto sventolare, invece, la bellissima bandiera No Ponte, quella della Rete No Ponte, che è la vera anima della protesta?
E poi c’erano cittadini, normali cittadini, con le famiglie e senza famiglie, che non hanno mostrato il loro tesserino d’appartenenza politica, ma questi cittadini che erano? Nessuno?
Perché una lotta di tutti deve essere mortificata? Dovrebbero invece esser contenti d’aver organizzato qualcosa di impatto sociale, d’esser riusciti a portare in piazza anche quelli che non sono iscritti con loro, perché l’argomento ponte e infrastrutture assenti è discorso forte che interessa e dovrebbe interessare tutti.
E invece no. Continuiamo con il partito di IO.
Papi nel frattempo gongola e provvederà ampiamente a imbavagliare la stampa per non raccontare il corteo. Tanto la sinistra, tutta la sinistra, la sinistracentro, la sinistrasinistra, il centro sinistra, l’estrema estrema sinistra, la sinistra estrema, non sa dialogare. Mai. Tanto meno con la gente che ai megafoni ha risposto andandosene o sedendosi sugli scalini del monumento del milite ignoto a parlare dell’andata a mare di domani, domenica. Davanti al Municipio sono rimasti tutti gli Io che Messina riesce a produrre…