Tuesday, April 7, 2009

Figure retoriche della solidarietà

Adoro l’apocope che tronca la parola e preannuncia la rinascita d’un suono. Non tollero la sincope ch’è un singhiozzo del  fiato, una dimenticanza repentina di ciò che era e un’invenzione monca di ciò che è ora.  Mi urtica la sinalefe che toglie troppo al timbro.  Mi fa simpatia la sineddoche che mi costringe al tutto quando non ho niente. Sogno con il polisindeto ch’è una cantilena e mi sveglio con l’asindeto ch’è una corsa senza fine.
Mi diverte la perifrasi  che mi prende in giro, ma mi annoia la similitudine che suscita invidie.  Mi esalta l’iperbole che mi fa elevare al di sopra delle righe. Mi confonde la catacresi cui non affiderei  i miei pensieri, soprattutto se si accompagna a una prosopopea antica.

Amo la parola e le parole, purché sussurrate e soppesate. Per ora ce ne sono, maltrattate e troppe.  Ci rendono ora miopi, ora presbiti, ora ipermetropi. Non si riconoscono i sentimenti e si mescolano le intenzioni. C’è abbastanza intelligenza per riconoscere i truffatori della parola, eppure si usa ultimamente ammorbare ogni spazio per  altrettante truffaldine leggi di banno. Quanti attacchi alla buonafede! Quante parolone sprecate per  condannare il moto dei sentimenti.
Va bene, dà fastidio il troppo parlare di fronte alle tragedie. Va bene, è insopportabile il passaparola imitativo. Va bene, è inammissibile la spettacolarizzazione, la retorica, il buonismo a tutti i costi. Va bene tutto. Eppure questa dietrologia applicata a tutti i costi - alla raccolta fondi,  agli slanci e agli appelli della gente, alla voglia di solidarietà, alla tristezza, alla partecipazione, al pathos…  - davvero mi ha stancato. Sembra quasi che uno debba vergognarsi  delle proprie emozioni perché c’è sempre qualcuno pronto a commentare con sberleffi, spocchie, finto (o vero) cinismo.

Ma davvero s’è persa la capacità di commuoversi sinceramente? E’possibile che tutti, ma proprio tutti, fingono la sofferenza? Sul serio non esistono più le lacrime e il dolore profondo?

Io non ci credo.

Posted by scirocconellostretto in 19:20:50 | Permalink | No Comments »