Overdose
Vige la regola del profilo basso, dell’attenzione distolta, della distrazione comune. Tutto purché non si discuta.
Anche perché ultimamente, nonostante gli inviti veltroniani alla pacatezza, è tutto un fiorire di politici che non sanno più controllare le emozioni. E’ tutto un grido. Anzi no… ora non più.
Ora siamo tutti diventati Fantozzi con l’oliva ascolana in bocca: ci vien voglia di gridare, insultare, annientare a parole l’avversario, ma abbiamo tutti deciso per la pacatezza, così lasciamo che l’oliva ci ustioni la lingua, tratteniamo il fiato fino a diventare blu, scappiamo dal confronto e ci lanciamo in un ululato degno di Zanna Bianca non appena usciti dal salotto!
Ma perché, mi chiedo, non siamo più in grado di far sana politica senza sembrare venditori di mercato o dongiovannibosco? possibile che fra l’urlo e la pacatezza forzata non possa esistere la capacità POLITICA del confronto-scontro?
La verità (mia, ovvio)? Non esiste una classe politica. Nessuno prepara giovani alla politica. Nessuno ha passaggi di consegne da fare. Per vedere delfini ed epigoni bisogna andare alle riunioni del Rotary o del Lions e assistere al passaggio di campanelle dorate, bucolica rappresentazione del potere che passa. L’approdo alla politica è a mio parere equivalente alla ricerca del posto fisso di qualche decennio fa.
Oggi, visto che gli stipendi degli statali non sono adeguati al carovita, non fa più gola avere il posto fisso. Il tfr non è garantito, la pensione slitta di finestra in finestra, i rinnovi contrattuali dipendono dalle paturnie di sindacati e politici… quindi? quindi inventarsi il mestiere di politico dà più garanzie. E ai cittadini che non si candidano a migliaia nelle liste chi dà le garanzie?
Overdose.