Monday, February 18, 2008

Prolegomeni alla politica

TUTTI SONO STANCHI. Tutti vedono le facce sempre uguali della politica italiana. Ma tutti, come opportunisti, seguono la bandiera della convenienza. Si chiamavano qualunquisti, un po’ di tempo fa. Quelli buoni per tutti i partiti.
Mi hanno insegnato che lo Stato siamo noi. Visto che viviamo in una repubblica - nonostante i tentativi singoli di appropriarsi della cosa pubblica per il proprio interesse. E se lo Stato siamo noi, i politici sono espressione di noi stessi.
Non rinuncerò mai al mio voto anche a vittoria già decretata dai media che appartengono a una stessa persona. Anche dopo l’ascolto, la visione e la lettura di commentatori e presentatori faziosamente votati alla campagna elettorale prima ancora che inizi.
E parafrasando (ma non più di tanto) qualcuno: viva le tasse! Purché tutti le paghino. Tutti tassati con meno tasse.
Io sì che sono stanca. Di pagare tasse anche al posto dei ricconi che evadono e che, guarda un po’, son tutti concentrati al nord. Io sono un’impiegata dello Stato al Sud e vengo prosciugata per consentire la fabbricazione di finti vulcani che eruttano in ville d’élite in Sardegna.
E allora basta con questa ipocrita propaganda delle troppe tasse. Le tasse sono “investimenti” del cittadino lavoratore per il Bene comune. Le mie tasse devono servire a garantirmi una salute pubblica, un’istruzione pubblica, i trasporti pubblici, un’igiene pubblica, una pubblica protezione civile, una pubblica difesa dai delinquenti, una pubblica e onesta assistenza dei bisognosi. Le mie tasse non devono andare nelle tasche dei politici, non devono servire per aggiustare privati processi, né per pilotare appalti: devono servire all’esercizio della res publica. E le devono pagare tutti. Perché anche se certuni hanno milioni di euro per permettersi la migliore sanità, non del Paese ma del mondo, è anche vero che se cadono per strada rompendosi una gamba sarà una pubblica ambulanza a prelevarli. Con i miei soldi. E questi certuni devono pagare le tasse, come i poveri mortali che vivono del sudore della loro fronte. Impiegati statali e piccoli imprenditori. Al nord e al sud.
Ultima notazione signor Bossi: restituiteci tutti i bagagli e tutto quello che avete rubato dentro i bagagli a Malpensa, restituiteci i soldi dei viaggi falliti su Malpensa e poi ne riparliamo di salvare un aeroporto fantasma. La mafia non è solo al sud.
Sono arrabbiata.
Posted by scirocconellostretto at 14:32:56 | Permalink | Comments (1) »

Monday, February 4, 2008

Intime classificazioni amorose

C’è qualcosa di straordinario nello sguardo degli angeli nel cielo grigio piombo sopra Berlino. E’ lo sguardo simpatico (sun-pathos) con cui i loro occhi perforano le storie umane. Il distacco angelico è un po’, come dire?, contaminato dall’impossibilità della condivisione, nonostante una vivace curiosità, oltre che dalla partecipazione quasi emotiva alle bassezze (o altezze?) umane.
Mi piace osservare i movimenti amorosi delle persone che mi circondano. Spesso mi soffermo su uno sguardo desideroso che vuol sembrare involontario, un sorriso sottile, uno sfioramento clandestino, un battito di ciglia in più, e classifico, come si fa con le specie selvatiche delle piante d’un bosco, ricostruendo un erbario.
E’ un gioco, ovviamente. Intimo.
Mi mette allegria, ad esempio, la danza timida della camerierina attorno al suo datore di lavoro mentre gusto il mio bloody mary. Sono giovani entrambi. Lei gira attorno in cerchi concentrici sempre più serrati, parte da lontano, dall’altro lato del locale, si avvicina in bilico fra il suo ruolo e il desiderio di farsi notare. Serve ai tavoli badando bene a mettersi in mostra a solo uso e consumo del suo principale. Poi si avvicina. Lo sfiora casualmente, in apparenza. Lascia che le sue dita si appoggino mollemente per qualche secondo più a lungo, ora sul braccio, ora sulla coscia del giovanotto, sognando di trasmettere chissà che. E lui? Lui finge di non accorgersene. Non le dà attenzione. Ma la sente, la sente quella mano calda attraverso il jeans… E ha uno scatto improvviso e s’allontana. (Istruzioni per l’uso delle mie classificazioni amorose: le indicazioni valgono in generale per entrambi i sessi. In caso contrario verrà specificato)
IL LEOPARDIANO: Ahi Silvia! Ma quanto sono sfortunato ad amare senza esser ricambiato… E se il leopardiano avesse la capacità d’amare soltanto l’idea d’un amore solitario? Provate a presentargli altre ragazze… Solo quella stronza di Silvia!!! E’ l’amore della sofferenza…
TI PROTEGGO IO: Da un lato il mammismo dei bamboccioni, dall’altro la crocerossina; da un lato Alice dall’altro Rambo. Un gioco delle parti che funziona soprattutto quando si devono giustificare le differenze d’età molto alte. Il rischio è la provocazione del lolitismo o la perversione che rasenta la pedofilia, oppure la condanna a vita di se stessi alla cura continuativa dell’altro, che ovviamente si radica sulla bambagia: chiamalo fesso!
CAMBIARE NON E’ CONSUMISMO MA UNA SCELTA DI VITA: inserisco in questa classificazione le femmine, soprattutto, poiché sono perlopiù loro a ricorrere a questa fandonia. La communis opinio condanna, è vero?, le donne che con facilità cambiano letto e con altrettanta facilità provvedono a tener occupati per ore tutti i cessi delle discoteche e dei locali notturni. E allora cosa s’inventano? “Lo faccio perché è una scelta di vita, non voglio legami, preferisco sentirmi libera”. Non sarebbe molto più semplice ammettere candidamente che è un piacere?
IL CINICO: Non me ne frega niente di tutta questa faccenda dell’amore e del sesso… ma se capita, capita!
IL CONFUSO: Si vede da lontano che ha tendenze sessuali diverse. Lo sguardo s’accende e si spegne come le luci di natale a seconda di chi gli si para davanti. Non troverà mai il coraggio di ammetterlo. Con se stesso, ovvio. Eterofobia.
TUTTI MI VOGLIONO TUTTI MI PRENDONO: Lei. Tre litri di profumo nauseabondo, capelli svolazzanti, trucco da bambola sexy, minigonna sottoascellare e tacco da vertigine. Tutti si voltano, maschi bavosi e femmine invidiose. E lei gode. Si convince di avere tutti gli uomini ai piedi, di poter scegliere, e che è impossibile che il bello della situazione possa avere una tresca con la brunetta insignificante, se c’è lei nei paraggi.
Lui. Barba c’è e non c’è, sguardo da bel tenebroso, portamento da fighetto, gesti plateali. Tutti si voltano, maschi invidiosi, femmine bavose. Le donne? Potrebbero pagare per averlo, c’è la fila… E magari elargisce anche consigli. Sesso a gogò e amore narciso.
IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI. Nessuna donna e nessun uomo potranno mai eguagliare il primo amore. E’ inutile tentare di scavare solchi nel cuore già arato. Sarà sempre una gara con un fantasma, e, sia chiaro, una gara persa in partenza. Funziona soltanto se si è disposti a esser secondi per tutta la vita.
LA BOMBONIERA. Lui la porta in giro perché tutti la guardino e nessuno la tocchi. Lei lo porta in giro perché nessuna lo guardi. E’ lecito guardare, invidiare e desiderare i possessori delle bomboniere, però.
L’INTELLETTUALE. Poche chiacchiere, leggete più romanzi. L’ideale per l’intellettuale è sempre l’eroe o l’eroina di turno. Le storie d’amore sono romanzi già scritti. Pochi margini alla fantasia. Qualcuno si lancia perfino nelle citazioni. Quelle buone per tutte le circostanze. THE END.
Posted by scirocconellostretto at 08:37:17 | Permalink | No Comments »