I sopravvissuti
Ragionano, gli esperti, sul crescendo di violenza fra i giovani. Come se si trattasse di un morbo per il quale non esistono vaccini. Disamine psicologiche, sociali, politiche e chi più ne ha più ne metta… E poi tutti a guardare attraverso il vetro i giovani animali allo zoo.
Ma la malattia che ci corrode veramente è la vigliaccheria con la quale rifiutiamo di vivere nei confini di un modello sociale non violento perché troppo perdente. Così in tutti gli strati sociali, in tutti gli ambienti, in tutte le situazioni cediamo, tutti, alla tentazione di piccole violenze, di sotterranee prevaricazioni, di sfacciate insolenze che ci diano l’illusione d’esser più potenti, anche nel nostro microcosmo cittadino.
Scavalchiamo file, non paghiamo le tasse, rubiamo posti di lavoro con raccomandazioni, non cediamo il passo al pedone né il posto sull’autobus.
Nessuno si muove a difesa dei diritti del singolo. Men che meno se è un debole. Applichiamo la feroce legge della Natura che salvaguarda gli individui più forti a discapito di quelli più deboli.
Solo che ho l’impressione che questa legge ultimamente stia garantendo la sopravvivenza dei mediocri. Perché lamentarsi dei ragazzini che scimmiottano gli adulti allora?