Friday, November 24, 2006

I sopravvissuti

Ragionano, gli esperti, sul crescendo di violenza fra i giovani. Come se si trattasse di un morbo per il quale non esistono vaccini. Disamine psicologiche, sociali, politiche e chi più ne ha più ne metta… E poi tutti a guardare attraverso il vetro i giovani animali allo zoo.
Ma la malattia che ci corrode veramente è la vigliaccheria con la quale rifiutiamo di vivere nei confini di un modello sociale non violento perché troppo perdente. Così in tutti gli strati sociali, in tutti gli ambienti, in tutte le situazioni cediamo, tutti, alla tentazione di piccole violenze, di sotterranee prevaricazioni, di sfacciate insolenze che ci diano l’illusione d’esser più potenti, anche nel nostro microcosmo cittadino.
Scavalchiamo file, non paghiamo le tasse, rubiamo posti di lavoro con raccomandazioni, non cediamo il passo al pedone né il posto sull’autobus.
Nessuno si muove a difesa dei diritti del singolo. Men che meno se è un debole. Applichiamo la feroce legge della Natura che salvaguarda gli individui più forti a discapito di quelli più deboli.

Solo che ho l’impressione che questa legge ultimamente stia garantendo la sopravvivenza dei mediocri. Perché lamentarsi dei ragazzini che scimmiottano gli adulti allora?

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Thursday, November 23, 2006

Il rovescio della medaglia d’Atlante

Spesso osservo la gente. E me stessa nella gente. La maggior parte delle persone è afflitta dal penoso complesso di Atlante che porta il peso del mondo sulle proprie spalle. Non mi turba pensare che così tanta gente si compenetri con il personaggio e senta su di sé il peso della vita propria e altrui. Scagli la prima pietra chi non s’è mai sentito, almeno una volta nella vita, oppresso dal quotidiano e dal non quotidiano…

Mi turba pensare che tanti al contempo si sentano il mondo e si lascino trasportare dagli altri risparmiandosi un bel po’.

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Saturday, November 18, 2006

Essere migliori

Mi sono accorta che esser migliori è un lavoro immane. Per paura di fare una pessima figura ci comportiamo in maniera altrettanto pessima verso noi stessi. Rinunciando a “esser banalmente normali” perdiamo molte occasioni di star bene con noi stessi.

La coscienza? che si fotta!

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Friday, November 10, 2006

Velocemente, senza traccia

Quarant’anni veloci come un piscio. Non me ne sono resa conto. Quarant’anni trattengono memorie di una saga, a volte. Questi, miei, sono andati via.
Senza lasciare alcun segno all’esterno. Le faglie sono tutte dentro. Brutte cesure all’evolversi. Bilanci non se ne fanno a quarant’anni perché è più facile lasciarsi tentare dalle prospettive o alimentare le aspettative. Se fai bilanci sei perduta. Perché le risposte le sai già. Tutte. Ti danni l’anima per aver permesso al tempo di fotterti.

Recriminazioni che non servono a nulla.
Mi sputo allo specchio per il mio insulso modo minimalista di vivere alla giornata. Fottuta dal tempo in modo irreparabile. Non si torna indietro. Puoi solo andare avanti verso il peggio.

Anche il meno peggio è superato. A quarant’anni il meno peggio è un pio inganno che ti racconti per darti contegno. Se sei sincero ti sputi addosso. Senza pietà.

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Monday, November 6, 2006

Allenamento

Le ipocrisie. Non alle bugie, ma alle ipocrisie ci si allena fin da piccoli. Non alla finzione che dà sempre una soddisfazione unilaterale di chi la opera se riesce nell’inganno, di chi la smaschera perché si sente migliore. Ma alle ipocrisie ci si allena sì. Perché ipocriti si è tutti.

E l’ipocrisia dell’ipocrisia è che tutti lo sanno eppure si persegue nella pantomima della vita.

Triste.

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Sunday, November 5, 2006

Scirocco, dicono

Scirocco, dicono, vento del Sud, vento del deserto. Scirocco, dicono, asfissiante e umido. Che fa andar di testa gli asinai nelle trazzere siciliane. Costruivano le stanze di pietra per difendersi, buie, fresche, scavate nella roccia o nella terra.

Nello Stretto lo scirocco è impetuoso, c’è da ammattire, dicono.

Ma a me fa star male il Maestrale, il vento del nord, freddo e doloroso. Il Maestrale elettrico che porta la tempesta. Il Maestrale che mi entra nelle nari e mi ferisce le tempie con ampie sciabolate. Non lo tollero. Mi rende isterica.

Lo Scirocco è un amico.

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Saturday, November 4, 2006

Perché, alla fine, cedere al blog?

A me, che mi illudo di riuscire a conciliare la ragione - che mi vuole legata alle (mie) paure, alle convenzioni, ai compromessi, alle parole - con l’animo, che vuole sciogliere tutti i legami, artefatti fingimenti sociali, che vuole prendere quota al di sopra di tutti, non per superiorità ma per elevazione, che vuole sentire e palpitare, veramente.

Non ci sono mai riuscita.

Ho sempre subito il fascino delle emozioni e non sono mai stata in grado di prolungarne gli effetti.
Consumismo del sentimento.

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